Sotto accusa l’applicazione dell’art. 39 della legge 154/2016 che reca, tra le altre, disposizioni in materia di pesca ed acquacoltura. Tempi duri per i pescatori che, con i problemi dati dall’applicazione di questa norma, relativamente allo sbarco ed alla messa in commercio del pescato sotto-taglia minima, rischiano pesanti sanzioni: “Si tratta – spiega Alessandro Faccioli responsabile di Coldiretti Impresapesca per la provincia di Rovigo – di un punto critico del disposto normativo, con i piccoli quantitativi che possono diventare, con l’accumularsi di conferimenti ed acquisti, quantità rilevanti ed aggravare di conseguenza le sanzioni, tanto da spingere le produzioni locali fuori dai listini del commercio, in particolare quello gestito dalla Grande distribuzione organizzata”. Quello che si chiede è di procedere alle necessarie modifiche sulla base del monitoraggio avviato relativamente ai problemi che possono nascere dall’applicazione della nuova struttura normativa con la disponibilità dei tavoli istituzionali avviati con la Direzione Generale della pesca e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole ad accogliere le richieste relative ai correttivi. “Chiediamo inoltre un impegno del Parlamento per procedere ad una revisione della norma. Una necessità - sottolinea Faccioli - per non compromettere il valore del provvedimento che nel suo complesso per certi versi viene incontro alle richieste manifestate dalle marinerie italiane in particolare per quanto riguarda l’aumento delle sanzioni nei confronti della pesca di frodo messa in atto da pescatori non professionali“. Quello che preoccupa inoltre sono le sanzioni applicate nel caso in cui in fase di controllo ed ispezione a bordo di barche da pesca professionale fosse rilevata la presenza di pescato sotto-taglia minima per tutte le specie diverse dal tonno e dal pesce-spada di cui si chiede l’eliminazione, fatto salvo il divieto di sbarco. “È apprezzabile lo sforzo fatto per reprimere le violazioni in materia di etichettatura dei prodotti ittici previsto nella norma - conclude Faccioli - oltre alla legge restano, però, irrisolti altri problemi come il pagamento del fermo biologico 2015 e 2016, uno snellimento degli adempimenti relativi alle licenze di pesca con auspicata semplificazione, una diversa gestione delle politiche relative al mercato ed alle Organizzazioni Produttori nel contesto della nuova Politica Comune della Pesca, e da ultimo, sul lato Regioni, il grave ritardo dell’attuazione del Feamp, con la prossima scadenza del 2018 entro la quale dovrebbero essere spese oltre il 60% delle disponibilità finanziarie dell’intero periodo”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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