13 Ottobre 2015
GRAZIE A COLDIRETTI LA VENDITA DIRETTA SI ALLARGA

La vendita diretta degli imprenditori agricoli ora si può esercitare senza restrizioni anche su aree esterne all’azienda, su tutto il territorio nazionale, purché siano nella disponibilità giuridica dell’imprenditore.
Lo comunica Coldiretti dopo aver ricevuto la nota interpretativa del ministero delle Politiche agricole Mipaaf, quella di rettifica del ministero dello Sviluppo economico Mise e quella operativa diretta ai comuni da parte dell’Anci.
“Abbiamo scongiurato un’interpretazione legislativa da parte del Mise che rischiava di limitare le possibilità di relazionarsi col mercato da parte delle nostre imprese agricole a vendita diretta – commenta il direttore di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi. – La Coldiretti ha lavorato molto per questo risultato e si compiace di essere riuscita a far comprendere come la vendita diretta dei prodotti agricoli, che è la principale attività agricola connessa all’attività di produzione, dovesse essere letta in chiave di multifunzionalità dell’agricoltura moderna, incompatibile con restrizioni anacronistiche”.
La vendita diretta, che consente alle aziende agricole di offrire direttamente i propri prodotti primari e trasformati negli spacci aziendali, nei mercati, durante fiere od eventi di promozione delle tipicità territoriali, è un’attività ben nota ai consumatori ed è consentita su tutto il territorio nazionale in base alla cosiddetta Legge orientamento (Dlgs 228/2001). “Una normativa – spiega Parizzi – che Coldiretti ha voluto e sostenuto, partecipando anche alla stesura del testo, poiché ha messo le basi per la moderna agricoltura multifunzionale, dove l’azienda agricola non solo produce cibo, ma anche servizi secondari utili alla collettività (agriturismo, vendita diretta, agri-didattica, riqualificazione ambientale e cura del verde, sviluppo rurale del territorio, mantenimento della biodiversità, inserimento lavorativo di persone con disabilità)”. “Negli ultimi tempi però, - continua Parizzi – un’interpretazione restrittiva del Mise, che ora lo stesso ministero ha dichiarato superata, dava intendere che doveva considerarsi vietata la vendita diretta su aree private, esterne all’azienda, anche se di queste l’imprenditore aveva la disponibilità, ad esempio in base ad un contratto. In sostanza – chiarisce il direttore di Coldiretti Rovigo – un agricoltore non poteva realizzare un punto vendita dei propri prodotti su un terreno che prendeva in affitto da un altro soggetto, in pieno contrasto con la libertà che lascia la Legge orientamento, che parla di vendita diretta possibile su tutto il territorio nazionale”.
Su questa tendenza interpretativa è ora intervenuto il ministero delle Politiche agricole che ha chiarito che non si può fare distinzione tra beni aziendali e beni esterni all’azienda, poiché tutti i beni (anche terreni), siano o meno in proprietà dell’imprenditore purché nella sua disponibilità, diventano aziendali quando l’imprenditore stesso li destina ad una propria attività imprenditoriale, come è la vendita diretta. Il ministero dello Sviluppo economico ha convenuto su questa interpretazione e l’ha comunicato anche all’Associazione nazionale dei comuni perché ne prenda atto.
“Da ora in avanti – conclude Parizzi – non ci sono più limiti sui luoghi della vendita diretta, che può avvenire ovunque, fermo restando, ma è tutta un’altra questione, il rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia”.

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