In occasione della mobilitazione al Porto di Bari fortemente voluta da Coldiretti, che ha riunito gli agricoltori per difendere il vero Made in Italy contro l’importazione crescente di mais, soia e grano provenienti dall’estero, è stata presentata un’analisi sulla presenza del grano straniero impiegato nei prodotti consumati quotidianamente dalle famiglie italiane, che rappresenta un serio pericolo per la sicurezza alimentare. Secondo la stima effettuata da Coldiretti, addirittura il 50 per cento del pane in vendita nel nostro Paese e circa un terzo della pasta che compriamo è prodotto con grano di origine non italiana. “La normativa europea attuale – commenta Mauro Giuriolo, presidente provinciale di Coldiretti Rovigo - impedisce ai consumatori di conoscere la provenienza del grano utilizzato per prodotti come pane e pasta, poiché la sua origine non è riportata in etichetta”. Si tratta di un settore già penalizzato dal crollo dei prezzi che, rispetto al 2015, sono diminuiti del 31 per cento, mettendo seriamente a rischio il destino dei granai italiani, che attualmente riguarda anche trecentomila aziende agricole che lo coltivano, senza pensare al danno che ciò comporterebbe per i circa duemilioni di ettari di terreno a rischio desertificazione. Solo in Polesine, primo per produzione di frumento in Veneto, nel 2014 sono stati prodotti circa un milione e seicentomila quintali di grano tenero e quasi centottantamila quintali di grano duro, quantità che rischiano di diminuire sotto la spinta del prodotto straniero ottenuto a prezzi talmente bassi da non coprire nemmeno i costi di produzione. I dati che fanno riflettere maggiormente, infatti, sono quelli sulle importazioni, già elevate, nel 2015: 4,8 milioni di tonnellate di frumento tenero, circa la metà del fabbisogno italiano, e 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che rappresentano circa il 40 per cento del fabbisogno per la pasta. “Un ritardo di questo tipo nella legislazione comunitaria e nazionale – conclude Giuriolo – oltre a premiare dei meccanismi speculativi che generano prodotti di falso made in Italy comporta una forte riduzione dei livelli qualitativi e della sicurezza alimentare per i consumatori”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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