Cosa ci faceva un gruppo di donne coreane per le strade di Rovigo? Erano ospiti di Coldiretti e di alcune aziende locali. Ieri (19 marzo) una delegazione di imprenditrici agricole, appartenenti al ‘National agricultural cooperative federation’ della Corea del Sud, ha fatto visita alla sede di Coldiretti in centro città e ad alcune aziende agricole della provincia. L’incontro è stato organizzato da Donne Impresa di Coldiretti Rovigo coadiuvate dagli uffici regionali della stessa associazione di categoria.
Tutto questo è nato nel 2012 quando l’attuale responsabile di Coldiretti Donne Impresa Rovigo, Cecilia Barison, era stata in Corea. In quella occasione, la socia di Lusia, aveva portato la sua esperienza di imprenditrice agricola italiana al simposio internazionale sul “Ruolo nei cambiamenti e prospettive della donna in agricoltura“, organizzato dall’Istituto coreano di ricerca in Economia agraria (Krei). L’agricoltura polesana deve aver lasciato il segno quando l’associata Barison fece da testimone parlando del nostro modello di agricoltura. Ma ancor di più deve aver colpito la sua solarità e la sua grinta perché è riuscita a stringere una forte amicizia con queste agricoltrici che hanno deciso di venire a vedere con i propri occhi quanto appreso anni fa dai racconti della socia di Coldiretti.
La prima parte dell’incontro è stata nella sede di via Alberto Mario, ad accogliere il gruppo di donne il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi e la coordinatrice del gruppo Donne impresa, Lisa Cappellari. Qui le imprenditrici hanno potuto stringere le mani ai vertici dell’organizzazione provinciale di agricoltori. Mediante una cartina geografica della provincia e con l’aiuto di una guida traduttore, il direttore ha spiegato la conformità del nostro territorio e come è nato, cercando di sottolineare l’importanza che ha avuto e che ha tuttora l’ingegneria della bonifica. In un secondo momento ha identificato le zone con le loro produzioni di riferimento, quindi la zona dei frutteti o delle orticole, quella maggiormente dedita ai cereali, le zone dove si fa pesca e di che tipo e grande curiosità è stata suscitata dalla coltura della barbabietola da zucchero per la quale molti componenti del gruppo hanno fatto domande. Dopo questa parentesi, Parizzi è passato a delucidare le funzioni dell’associazione, dai servizi all’attività sindacale e quelle che sono al momento le vittorie o le lotte che si stanno portando avanti sul suolo italiano o in Europa. Una delle domande fatte dai coreani verteva su quali fossero le azioni messe in campo dallo Stato per sostenere il settore e la parte femminile, oltre agli incentivi per mantenere viva l’agricoltura ed evitare l’abbandono delle zone rurali; anche qui grande meraviglia è stata destata dal fatto che gli aiuti provengono dall’Ue e non dall’Italia. Prima di congedarsi per il proseguo del tour polesano, sono stati trattati argomenti come il biologico e gli ogm; infine, Parizzi si è soffermato sull’importanza dei mercati di Campagna Amica e dei villaggi che accolgono milioni di persone, facendo un passaggio sulla petizione “Stop cibo anonimo” per la quale Coldiretti si sta impegnando da mesi.
Dopo il primo momento di accoglienza, il gruppo ha fatto una piccola passeggiata cittadina, per poi proseguire alla visita dell’azienda agricola “Barison Cecilia” a Lusia che si occupa di orticole, la quale è anche rappresentante del movimento femminile locale e componente del consiglio provinciale di Coldiretti Rovigo. Il pranzo è stato servito dall’agriturismo “Le Clementine” di Badia Polesine che ha preparato un menù ad hoc e, prima di lasciare il Polesine, il gruppo ha visitato l’azienda Daviplant S.S. dei F.lli Davì Società agricola di Lusia.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
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