Un’invasione di riso importato minaccia la risicoltura locale. Questo il risultato delle scelte dell’Unione Europea che autorizza l’ingresso a dazio zero di oltre 80mila tonnellate di riso vietnamita. Continua la stagione degli accordi commerciali inaugurata dal Ceta, l’accordo canadese, che minaccia la sopravvivenza di molte produzioni agricole d’eccellenza del nostro Paese. “Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale e ambientale sul territorio - ha affermato il presidente provinciale di Coldiretti, Carlo Salvan – ancora più grave è il fatto che l’accordo non prevede l’approvazione dei Parlamenti Nazionali e sarà inviato direttamente a Consiglio e Parlamento europeo per ratifica. Sono queste le decisioni che allontanano i cittadini dall’Unione Europea come ha evidenziato il sondaggio Eurobarometro”. In questa prospettiva risulta evidente come l’ottenimento dell’obbligatorietà dell’indicazione d’origine in etichetta a livello nazionale, consenta al consumatore di riconoscere il prodotto italiano tra gli altri, sempre più presenti nel mercato a causa di importazioni incontrollate. “Si tratta – prosegue Salvan - di una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della già difficile situazione del comparto per le importazioni di riso da Cambogia e Birmania ed alla luce dell’apertura da parte dell’Unione europea di un’inchiesta in merito al regime particolarmente favorevole praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati, che prevede la possibilità di esportare verso l’Unione Europea quantitativi illimitati di riso a dazio zero”. Le importazioni da Paesi asiatici che non rispettano le stesse norme sanitarie, ambientali e di sicurezza sul lavoro delle produzioni europee sono la causa principale della crisi del settore risicolo Made in Italy. La campagna risicola è appena scattata, ma le prime stime evidenziano un calo produttivo, frutto delle condizioni climatiche avverse e dei continui sbalzi di temperatura, ma anche del crollo dei prezzi, causato dalle importazioni, che ha messo in ginocchio le aziende. L’accordo con il Vietnam prevede, inoltre, la protezione di appena 38 denominazioni di origine italiane sulle 296 tutelate dall’Unione Europea con la possibilità di utilizzare il termine Parmesan per prodotti di imitazione del parmigiano Reggiano e Grana Padano, ma anche i termini Asiago, Fontina e Gorgonzola, che potranno continuare ad essere utilizzati da qualsiasi persona, e dai suoi successori, che abbiano commercializzato in buona fede prodotti della stessa categoria con tali nomi prima del 1 gennaio 2017. “Di fatto l’accordo su questi temi ricalca quello con il Canada che – conclude Salvan - ha fatto da apripista legittimando, per la prima volta nella storia europea, la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità locali”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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