22 Maggio 2020
COLDIRETTI: PRIMO WEEKEND CON PASTI FUORI CASA E SPIAGGE
La riapertura da speranza ai pescatori
Questo primo fine settimana di riapertura sarà il banco di prova per il comparto economico della pesca, un settore che attualmente in Italia da lavoro a circa 28 mila persone, circa duemila solo qui in Polesine, ma che ha sofferto particolarmente in questo ultimo periodo.
I dati di Coldiretti stimano che oltre la metà del pescato in Italia, circa il 55%, viene consumato fuori casa la riapertura dei ristoranti è una speranza per la flotta italiana. Questo sarà il primo fine settimana della Fase 2, dopo uno stop forzato che ha messo a dura prova tantissime imprese come le pescherie, i mercati all’ingrosso e la relativa produzione; l’ottima condizione climatica e la voglia di ritornare alla normalità, invoglierà sicuramente molte persone a tornare a mangiare fuori e raggiungere molte località marittime dove il pesce è di casa.
La Coldiretti rileva che il consumo di pesci, molluschi e crostacei in Italia è di circa 30 chili all’anno, a testa, con la preferenza accordata fuori casa a polpo, vongole veraci, cozze da allevamento, seppia, tonno, astice, branzino, pesce spada e orata. Nei nostri mari italiani si pescano ogni anno circa 180 milioni di chili di pesce cui vanno aggiunti gli oltre 140 milioni di chili prodotti in acquacoltura, mentre le importazioni dall’estero hanno ormai superato il miliardo di chili e anche per questo la Coldiretti ha elaborato un articolato piano di sostegno post-Covid alla pesca che prevede anche l’obbligo di indicare l’origine del pescato nei menu. La paralisi del settore, dovuta alla pandemia e all’emergenza sanitaria, ha portato il crollo della domanda di pesce fresco a vantaggio di conservati e surgelati e questo ha recato difficoltò all’intero settore.
“Da tempo cerchiamo di promuovere e rilanciare il nostro settore – commenta Alessandro Faccioli responsabile Coldiretti Impresa Pesca -. Molte attività non hanno ancora riaperto e, questo fine settimana, sarà il primo banco di prova anche per il nostro settore. Ci sarà la possibilità di gustare pesce fresco e sostenere un settore importante della nostra economia locale. Ricordiamo che i pescherecci non sono ancora usciti dalla criticità e stanno ancora turnando l’attività. Il consumo di pesce locale potrebbe dare un segnale positivo al settore che sta ancora subendo i danni dovuti alla scarsa richiesta di prodotto. L’aumento del consumo potrebbe permetterci di tornare alla normalità delle giornate di pesca. Pesa troppo la scelta e il consumo di pesce straniero, proprio per questo da tempo sosteniamo la necessità di incentivare la vendita del prodotto locale e di preferirlo rispetto a quello proveniente da altre parti del Mondo, ma soprattutto di predisporre una campagna di sensibilizzazione nei confronti del consumatore finale affinché scelga il nostro prodotto permettendo così l’innesco di una sorta di circolo virtuoso delle risorse locali. Noi ci mettiamo la faccia, da sempre, ma abbiamo bisogno di un sostegno da parte del Governo e della Regione per innescare un sistema di promozione del Made in Italy, per la sua qualità e per dare una mano a salvare molte aziende che non hanno avuto la forza di superare l’emergenza”.
Campagna Amica

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