24 Agosto 2022
COLDIRETTI PREOCCUPATA PER L’ARRIVO DEL PESCE SINTETICO

COLDIRETTI PREOCCUPATA PER L’ARRIVO DEL PESCE SINTETICO 

Faccioli, Impresapesca: “È un futuro che 7 italiani su 10 non vogliono, dobbiamo salvaguardare le nostre tradizioni, i nostri soci lavoratori e la salute dei consumatori”

Potrebbe arrivare sulle nostre tavole il pesce sintetico creato in laboratorio con cellule staminali in provetta: lo ha annunciato Coldiretti al Meeting di Rimini durante l’incontro “La crisi alimentare globale: la persona al centro”. L’ultima deriva arriva dalla Germania con i primi bastoncini di sostanza ittica coltivati in vitro senza aver mai neppure visto il mare, mentre negli USA con un’abile strategia di marketing si stanno buttando sul sushi in provetta. In laboratorio vengono ricreati prodotti come bastoncini e polpette facendo biopsie ai pesci e creando masse di cellule autoriproduttive da confezionare poi per il consumo umano. Sono diversi i colossi e le startup che stanno studiando il lancio di pesce proveniente da colture cellulari in catene di ristorazione o stanno sviluppando altre ricerche su sushi e gamberetti in provetta.

Alessandro Faccioli

“Non possiamo e non dobbiamo permetterlo – commenta Alessandro Faccioli, responsabile Coldiretti Impresapesca Rovigo -. Si tratta di un business non indifferente, se si considera che a livello globale ogni persona consuma oltre 20 chili di pesce vero all’anno, mentre gli italiani ne mangiano circa 28 chili pro capite, sopra la media europea che è di 25 kg. Siamo pronti a dare battaglia, dobbiamo salvaguardare le nostre tradizioni, i nostri soci lavoratori e la salute dei consumatori”. La deriva alimentare era nata con la carne sintetica, poi è spuntato “vero” latte senza l’aiuto delle mucche e ora il business si sposta in mare. Secondo una analisi Coldiretti/Ixe’, ben 7 italiani su 10 non si fidano e spuntano diversi interrogativi in merito. Tra i motivi per i quali bocciare il cibo fatto in laboratorio, gli italiani mettono in cima il fatto di non fidarsi delle cose non naturali (68%), mentre al secondo posto ci sono i consistenti dubbi sul fatto che sia sicura per la salute (60%). Rilevante anche la considerazione che il cibo artificiale non avrà lo stesso sapore di quello vero (42%) ma c’è anche chi teme per il suo impatto sulla natura (18%).

 

Silvio Parizzi

Coldiretti da mesi segnala questo avvicendarsi di investitori nel campo della biologia sintetica: i nomi più impegnati sono soprattutto noti per essere protagonisti del settore hitech e della nuova finanza mondiale. “I colossi che si stanno occupando di queste prove – commenta il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi – per aumentare i loro interessi commerciali speculano sulla loro provenienza esaltando il mito della maggior sostenibilità rispetto alle tradizionali attività di allevamento e pesca. Per quanto riguarda la carne da laboratorio, la verità che non viene pubblicizzata è che non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché per farla serve un bioreattore e non è neppure carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato. Le bugie sul cibo in provetta confermano che c’è una precisa strategia delle multinazionali che con abili operazioni di marketing puntano a modificare stili alimentari naturali fondati sulla qualità e la tradizione”.

 

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