L’agricoltura ed i beni comuni del cibo, dell’acqua e del suolo devono andare al centro dell’agenda politica nazionale. E’ il suggerimento, semplice ed essenziale, che Coldiretti ha dato a tutte le forze in campo per le politiche, incontrando i leader dei vari gruppi singolarmente, a Mestre, nella sede di Coldiretti Veneto.
“Abbiamo avuto un confronto sui programmi per verificare chi sostiene il nostro modello di sviluppo, così come delineato nei dieci punti del documento ‘L’Italia che vogliamo’ – chiarisce il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – A tutti i candidati abbiamo consegnato il documento programmatico. In queste elezioni – spiega – si è deciso di prendere posizione sui programmi, anche se la confederazione non esprime propri candidati: un milione e seicentomila aziende sono un bacino elettorale importante”.
I dieci punti dell’ “Italia che vogliamo”, programma di Coldiretti che punta sulla valorizzazione del made in Italy, sulla creatività delle piccole-medie imprese, sul concetto di benessere da sostituire al Pil, sono stati declinati in tante proposte di impegno per le forze politiche: dalle politiche di salvaguardia del suolo agricolo, ad una riforma della Politica agricola comunitaria che premi gli agricoltori professionali, la guerra alla burocrazia che logora le imprese e l’aumento della digitalizzazione, col superamento del gap tra città e campagna sulla banda larga.
“Se la nostra agricoltura ha fondato il suo successo sul “saper fare italiano”, sul patrimonio storico-artistico, sul paesaggio, sulla biodiversità – dichiara il presidente Giuriolo – inglobando in sé il valore aggiunto che viene dal capitale territoriale, non si può non chiedere il raddoppio della quota Pil destinata alla tutela del patrimonio storico-artistico, agricolo, ambientale e paesaggistico del nostro paese”.
Incentivare le filiere agroalimentari corte e creare un marchio “100% Italia” da promuovere nel mondo, contro le contraffazioni e la delocalizzazione, sono altre proposte dell’organizzazione. Senza dimenticare la trasparenza sull’agroalimentare: “Vorremmo un testo unico di legge – spiega Giuriolo – che definisca per ogni filiera, la riconoscibilità e l’informazione al consumatore, la trasparenza dei processi produttivi ed un sistema di controlli per la lotta agli abusi”.
E ancora: promuovere un fisco equo, che differenzi la tassazione del bene terra tra chi li usa come strumento di lavoro e chi come rendita; approvare un pacchetto di interventi per sostenere l’educazione e la corretta alimentazione; incentivare le attività economiche ad alta sostenibilità sociale, ambientale ed educativa.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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