8 Agosto 2022
COLDIRETTI E CONSORZIO BONIFICA DELTA PO DISCUTONO LE PROGETTUALITÀ UTILI PER IL FUTURO DEL TERRITORIO REGIONALE

SICCITÀ. SCENARIO CRITICO IN POLESINE

COLDIRETTI  E CONSORZIO BONIFICA DELTA PO DISCUTONO LE PROGETTUALITÀ UTILI PER IL FUTURO DEL TERRITORIO REGIONALE

Oggi l’incontro con gli assessori Caner e Corazzari “La gestione delle acque deve essere una priorità”

 

TAGLIO DI PO - Siccità, risalita del cuneo salino, costi energetici per la gestione delle acqua, ma anche protezione di questo fragile territorio sono stati i temi al centro dell’incontro di stamattina nella sede del Consorzio di bonifica Delta Po, organizzato da Coldiretti Veneto e Rovigo al quale sono stati invitati gli assessori regionali Federico Caner per l’agricoltura e Cristiano Corazzari per la pesca. Un incontro per illustrare quanto fatto fino a ora dalla bonifica, ma soprattutto le necessità progettuali per la conservazione degli equilibri produttivi, economici, ambientali e sociali del territorio.

Coldiretti era presente con il suo direttore regionale Marina Montedoro, il presidente provinciale e vice regionale Carlo Salvan e il vicedirettore Mara Crivellari; per il consorzio sono intervenuti il presidente Adriano Tugnolo e il direttore Giancarlo Mantovani. Attorno al tavolo dei relatori tutto il consiglio di amministrazione del consorzio di bonifica e i sindaci Michele Domeneghetti di Corbola e Roberto Pizzoli di Porto Tolle.

Focus dell’incontro un aggiornamento sulla criticità idrica e produttiva del nostro territorio. Come ha sottolineato in apertura Salvan “siccità e risalita del cuneo salino non possono essere solo un problema del Delta del Po, perché la gestione delle acque è un problema che va affrontato coralmente”. E poi: “Non possiamo permetterci di pensare che questa situazione siccitosa sia un caso isolato – ha spiegato il presidente - non ci sono modelli matematici di previsione di quello che potrebbe accadere, ma diventa prioritario ripensare la gestione dell’acqua con le progettualità che la bonifica ha già presentato, ma che sono rimaste inevase. Sappiamo che si tratta di opere costosissime, ma se prima si riusciva a tamponare, questo 2022 ci ha dimostrato che servono ben altri strumenti per proteggere il territorio, inteso come persone, ambiente e attività economiche”.

“Ormai sono mesi che si parla di siccità e il territorio del delta del Po è attenzionato dalle istituzioni e dalla stampa anche internazionale, ma quello che dobbiamo mettere in evidenza è che non c’è paragone passato rispetto a quello che stiamo vivendo oggi – ha spiegato Tugnolo -. La gestione dell’acqua, affidata ai consorzi, è efficiente, ma con un ritmo di spese difficile da mantenere; saremo costretti a fare modifiche al bilancio a novembre. Solleviamo in totale 400 milioni di metri cubi di acqua all’anno, in media 20 milioni al mese. Ma il costo dell’energia è passato da 0,19 kwatt ora del 2021 a 0,48 di oggi. Questo costo serve per regimentare le acque, sia quando ce n’è troppa che quando manca, fa parte della sopravvivenza del territori e sfioreremo i 5 milioni di euro per questo costo. Finora abbiamo lavorato a testa bassa, come potevamo, con gli strumenti a disposizione, ma servono nuovi investimenti su progetti che avevamo già pensato tempo addietro e che oggi mostreremo agli assessori”.

È stato dato spazio anche ai consiglieri del consorzio di bonifica, che hanno raccontato le loro situazioni aziendali, ma anche ai sindaci che vivono sul territorio il disagio dell’acqua. Dopo un giro di tavolo, hanno chiuso l’incontro gli assessori regionali.

Corazzari ha sottolineato il rapporto stretto che si è creato tra consorzi e territorio in Polesine, punti di riferimento soprattutto in questo momento di difficoltà per tutto il comparto primario. “La difesa idraulica garantisce la sicurezza della vita in questa zona sotto il livello del mare ma anche il ruolo irriguo condizionato oggi dalla mancanza di acqua. Fino a ora è stato fatto un lavoro importantissimo ma ci sono investimenti di medio-lungo termine da fare per contrastare la risalita del cuneo salino anche a fronte dei cambiamenti climatici e garantire la continuità del lavoro. La Regione è presente, ma ci devono ascoltare anche a livello ministeriale”.

Caner ha ringraziato per l’invito che ha permesso un confronto con questo territorio. “Ci sono state prospettare le esigenze e i possibili investimenti da portare a termine per cercare di prevenire in futuro il fenomeno – ha commentato l’assessore all’agricoltura -. Il momento di grave difficoltà ci obbliga a pensare a una strategia complessiva a livello veneto e la settimana prossima, in accordo con Anbi, porterò una nuova delibera per lavorare su questo piano regionale per l’utilizzo dell’acqua, propedeutico e fondamentale poi per intervenire localmente con i progetti che oggi mi sono stati presentati e sui quali c’è l’impegno della Regione per portarli a livello nazionale per reperire le risorse necessarie”.

Gli assessori assieme ai presenti hanno poi fatto visita a azienda agricola socia Coldiretti che produce erba medica per il foraggio, per toccare con mano i vari problemi tecnicamente spiegati all’incontro e, infine, tappa alla barriera anti sale sul Po a Scardovari, un infrastruttura che oggi non è più sufficiente per calmierare i danni da siccità.

 

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