6 Settembre 2019
CIMICE ASIATICA: È TEMPO DI AGIRE

Il contrasto alla cimice asiatica fa un passo in avanti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del d.P.R. 5 luglio 2019 n. 102 avvenuto questa mattina. Il Decreto introduce, infatti, le norme necessarie a prevedere i criteri per l’immissione sul territorio di specie e di popolazioni non autoctone. In sostanza si tratta della procedura per liberare la vespa samurai sui nostri raccolti che non arriveranno in nessun mercato perché sono stati il banchetto delle cimici asiatiche negli ultimi mesi. Il testo, fortemente sollecitato dalla Coldiretti, è arrivato in Gazzetta qualche ora dopo la conclusione dell’incontro regionale che si è tenuto a Orti (Vr) l’altra sera (5 settembre) durante il quale quasi un migliaio di soci e decine di politici si sono confrontati sul tema cimice.
Presenti a Orti per parlare e mettere nero su bianco le prossime azioni per contrastare l’insetto alieno Pietro Piccioni e Daniele Salvagno di Coldiretti Veneto, Alex Vantini vice delegato nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, Pierluigi Guarise direttore Consorzio Agrario del Nordest, Gianluca Fregolent della Regione Veneto e rappresentanti della politica nazionale. In prima fila decine di politici tra europarlamentari, onorevoli, senatori, assessori e consiglieri regionali, ma soprattutto i sindaci.
Cosa chiede Coldiretti? Di agire subito con la sospensione di rate e mutui per le aziende colpite, indennità per i danni subiti, attivazione di fondi mutualistici, creazione di coperture assicurative, il finanziamento di misure di contenimento, modifiche e deroghe dei disciplinari, monitoraggio e lancio degli antagonisti, ma anche il rafforzamento dei controlli e quarantene alle frontiere. Inoltre, si auspica che il tavolo nazionale venga riorganizzato al più breve possibile, si sta solo aspettando l’insediamento per stimolare il nuovo ministro all’agricoltura Teresa Bellanova. Tutto questo, unito al decreto fa ben sperare che presto inizierà la vera lotta.
“Non c’è più tempo” così si è espresso Lorenzo Bazzana  responsabile area economica di Coldiretti nazionale per racchiudere in poche parole la situazione disastrosa che si è venuta a creare a causa dell’insetto alieno.  L’incontro è stato fatto per creare una consapevolezza sul problema da parte della politica che forse non si è ancora reso conto di quello che sta accadendo a causa di un insetto che non supera il centimetro. “I danni hanno superato i cento milioni solo in Veneto – ha spiegato Daniele Salvagno, presidente della Coldiretti regionale – più che una calamità ci troviamo di fronte a una catastrofe. I produttori non chiudono l’annata e questo lo deve sapere il mondo esterno, è diventato fondamentale divulgare le nostre problematiche e per questo stasera c’è un parterre che dovrà fare la differenza, perché la verità è che quasi nessuno sta cosa sta accadendo qui”. In prima fila, infatti, numerosi europarlamentari, onorevoli, senatori, assessori e consiglieri regionali, ma soprattutto i sindaci.

Coldiretti Veneto chiede fin da subito il sostegno dei comuni che, a modo loro, potranno farsi portatori di quanto sta accadendo a causa dell’insetto. Questo perché è diventato evidente che il problema non è solo legato all’agricoltura, ma sta sfociando nell’economico, dove si segnala una perdita di reddito consistente, ma anche ambientale con abbandono di determinate colture e con il taglio di piantagioni storiche per cercare di limitare l’invasione che presto, però, si sposterà nei centri abitati perché la cimice cercherà riparo nelle abitazioni e nei ricoveri delle aziende agricole. Tutto questo si riversa sulle economie famigliari oltre che aziendali, perché se manca il prodotto si ferma una intera filiera. Il danno non è solo diretto.

“Siamo nel mezzo di una mobilitazione territoriale – ha affermato Pietro Piccioni direttore di Coldiretti Veneto – questa è una piaga, uno dei problemi più grossi che l’agricoltura abbia mai affrontato, ma l’attenzione deve divenire di matrice nazionale ed europea. Questo insetto si è insediato e ambientato e ora non riusciamo più a proteggere l’agricoltura che è un settore vulnerabile e sensibile a qualsiasi forma di intrusione. I sindaci sono i nostri primi interlocutori in questo contesto sociale minato, per questo consegneremo loro un documento da portare nelle giunte”

“Questo insetto è come un carrarmato – ha concluso Bazzana – e niente sarà come prima. Va fatta una riflessione ampia: valgono ancora le norme di commercializzazione che vogliono solo frutti perfetti? Forse una pera con qualche punto rimane meglio di una messa in commercio con decine di trattamenti in altri Paesi. In Italia abbiamo un sistema troppo aperto e permissivo – ha proseguito Bazzana – abbiamo negli anni svenduto il nostro mercato. Noi non siamo qui per fare i filosofi e non si può perdere un intero comparto”.

 

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Questa misura prevede il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. OBIETTIVO: Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica solare nel settore agricolo e agroindustriale, escludendo il consumo di suolo.

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