21 Maggio 2009
LA REGIONE PREDISPONE IL PROGETTO DI LEGGE NAZIONALE PER LA RINTRACCIABILITA’ DEL LATTE A LUNGA CONSERVAZIONE


DAL VENETO LA PRIMA RISPOSTA IMPORTANTE PER LA CRISI DEL SETTORE LATTE

PIAZZA (coldiretti) : "UN SEGNALE FORTE". SODDISFAZIONE PER GLI ALLEVATORI VENETI

21 maggio 2009 - Il progetto di legge nazionale sul settore latte che la Giunta veneta ha predisposto è la prima e importante risposta che l’organo decisionale regionale consegna al settore lattiero caseario minato da una forte crisi.
E’ il commento di Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto nell’apprendere quanto annunciato dal Vice presidente della Regione Veneto Franco Manzato in merito al testo legislativo nazionale di iniziativa regionale su tracciabilità ed etichettatura della zona di provenienza per il latte a lunga conservazione e per quello destinato alla trasformazione.
"Sono soddisfatto – afferma Piazza - e lo dico a nome di tutti gli allevatori veneti che pur producendo nelle loro 4.823 stalle ben 11.561.000 quintali di latte all’anno assistono al transito di 12.600.000 quintali di latte estero anonimo e a prezzi molto bassi.
Ricordo che nella campagna 2008 le stalle venete hanno accusato una perdita media di 2 euro al quintale e per il 2009 si stima un calo di 10 euro per quintale.
"Se tutta la produzione fosse tracciata all’origine – spiega Piazza - e se si rafforzasse il sistema dei controlli sanitari si differenzierebbero i veri prodotti locali dai falsi creati ad arte".
Coldiretti Veneto lo scorso 12 maggio ha dedicato alla difesa del latte italiano una giornata intera di mobilitazione denunciando che un litro su due non è prodotto in Italia, che una mozzarella su due non è nazionale, più di un stracchino su 4 è fatto con cagliate dei Paesi Baltici.
"Il disegno di legge è un segnale forte di sensibilità da parte del governo regionale – conclude Piazza - che insieme all'intensificazione delle verifiche sanitarie sulle partite che girano sul territorio porterà benefici a tutti, rassicurando soprattutto il cittadino rispetto a ciò che consuma, dando sufficiente remunerazione al lavoro degli allevatori veneti e responsabilizzando l'industria sulla provenienza delle materie prime".

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