Mentre si continuano a raccogliere le firme per lo stop al cibo anonimo, arriva finalmente l’obbligo a livello nazionale di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. “È una nostra grande vittoria - afferma il presidente provinciale di Coldiretti, Carlo Salvan - un risultato che auspichiamo troverà nell’iter parlamentare un sostegno bipartisan per una norma a costo zero a difesa dell’interesse nazionale e a tutela della salute dei cittadini, del territorio, dell’economia e dell’occupazione”. La norma consente, infatti, di adeguare ed estendere a tutti i prodotti alimentari l’etichettatura obbligatoria del luogo di provenienza geografica degli alimenti ponendo fine ad un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. “È tutt’ora in corso la raccolta di un milione di firme per chiedere a livello europeo lo stop ai cibi anonimi con l’introduzione dell’obbligatorietà dell’origine in etichetta – spiega Carlo Salvan - proprio in questi giorni siamo presenti nella hall dell’ospedale di Rovigo proprio per questo motivo”. Il decreto infatti individua disposizioni nazionali autorizzate nell’ambito di una consultazione con la Commissione sulla base del Regolamento quadro sull’etichettatura n. 1169 del 2011, in ragione della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della prevenzione delle frodi e della protezione dei diritti di proprietà industriale e di repressione della concorrenza sleale. Sono previste sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme che vanno da 2.000 a 16.000 euro, salvo che il fatto non costituisca reato di frode penalmente rilevante. “L’obiettivo – continua Carlo Salvan – è dare la possibilità di conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fino ad ora nascosta ai consumatori, ma anche difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro”. Una misura importante anche di fronte al ripetersi di scandali alimentari nell’Unione Europea dove si sono verificati nel 2018 quasi dieci allarmi sul cibo al giorno che mettono in pericolo la salute dei cittadini e alimentano psicosi nei consumi per le difficoltà di confinare rapidamente l’emergenza. Le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro. L’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine nazionale dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti. Secondo una ricerca di Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori, il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. “Un altro punto a sostegno del made in Italy nella storica battaglia di Coldiretti per la trasparenza e la tracciabilità delle filiere, partita dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002 che segna ora un importantissimo risultato – conclude il presidente Salvan – ad oggi prodotti come, salumi, carne di coniglio, carne trasformata, marmellate, succhi di frutta, fagioli, piselli in scatola, pane, insalate in busta, sottoli, nonché frutta e verdura essiccata sono anonimi perché privi dell’obbligo d’origine in etichetta, cosa che cambierà ben presto grazie al decreto”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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