Spaghetti made in Turchia spacciati per italiani. A pochi giorni dall’avvio della procedura di notifica a Bruxelles dei decreti per l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per la pasta firmati dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, arriva la decisione della Corte di Cassazione sull’uso improprio di segni distintivi richiamanti il made in Italy su confezioni di spaghetti di origine estera. Il pronunciamento della Cassazione ha infatti confermato la violazione delle norme sul 'made in Italy', in relazione al maxi sequestro nel porto di Genova di circa un milione di chili di spaghetti prodotti in Turchia per il pastificio campano 'L.Garofalo' di Gragnano. Ad avviso della Cassazione, in maniera "argomentata e logica", il Tribunale del riesame nel congelare l'ingente carico "ha ritenuto fallaci le indicazioni apposte sulla pasta, tali da ingannare il consumatore sulla provenienza della merce e da integrare l'ipotesi penale" poiché la scritta “made in Turkey” era poco visibile e facilmente cancellabile, mentre era in bella vista il richiamo all'Italia ed a Gragnano. “Tale sentenza – commenta soddisfatto il presidente provinciale di Coldiretti Mauro Giuriolo - inaugura giustamente una linea molto severa in tema di tutela del made in Italy, vero valore aggiunto da difendere e tutelare”. La decisione della Cassazione condanna penalmente l’evocazione esplicita dell’italianità dei prodotti di provenienza o di origine estera e costituisce un precedente importante che riforma il precedente orientamento che escludeva la stessa contestazione riguardo al mero passaggio in dogana di pasta di provenienza turca diretta in Africa e accompagnata da fattura dalla quale risultava venduta da una società francese con sede a Parigi a società con sede in Mali (cfr. Cass Sez III Penale, 21/07/2016, n.31485). Infatti, secondo la Cassazione, anche la mera custodia in area doganale, obbliga all’osservanza della legge 24 dicembre 2013, n. 350, che punisce l’importazione, l’esportazione o la commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza o origine. “Finalmente viene smascherato e punito il ricorso a stratagemmi che danneggiano il vero prodotto italiano – conclude Giuriolo – ciò rafforza la nostra battaglia per ottenere l’obbligatorietà dell’indicazione d’origine in etichetta per la pasta e l’impegno nel contrastare il falso made in Italy”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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