Coltivatori polesani scendono in piazza per salvare il granaio del Veneto, e non solo. Il trattato di libero scambio con il Canada (CETA), per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, accorda esplicitamente a livello internazionale il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici e spalanca anche le porte all’invasione di grano duro ed a ingenti quantitativi di carne a dazio zero. Proprio per questo migliaia di imprenditori agricoli da tutte le regioni sono giunti oggi in Piazza Montecitorio a Roma, davanti al Parlamento dove è in corso la discussione per la ratifica del Trattato. L’iniziativa è di Coldiretti insieme ad un'inedita ed importante alleanza con altre organizzazioni (Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch). “Con questa mobilitazione chiediamo di non ratificare il trattato, poiché serve un’attenta ed approfondita valutazione del testo, che conta migliaia di pagine, soprattutto in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi” spiega il presidente provinciale di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, che aggiunge: “se tale trattato venisse ratificato dal nostro Paese, infatti, le conseguenze sarebbero devastanti sia per la coltivazione del grano in Polesine, essendo i produttori esposti ad una concorrenza sleale, sia per i cittadini, costretti a cibarsi con prodotti aventi residui chimici dannosi per la salute, mettendo in discussione lo stesso principio di precauzione”. Non solo, nell’elenco dei prodotti riconosciuti dal protocollo, e quindi tutelati da possibile contraffazione, ci sono appena 11 denominazioni d’origine protetta e di indicazione geografica veneta sulle 36 totali. Escluso il radicchio rosso di Treviso, che potrà fregiarsi dell’autorizzazione d’autenticità, qualsiasi cicoria potrà essere spacciata per il variegato di Castelfranco o per quello di Chioggia e Verona e persino come insalata di Lusia. Per i formaggi salvi il Grana Padano e l’Asiago ma spazio alla creatività truffaldina per la gamma blasonata degli asparagi, i marroni, il miele, il Riso del Delta del Po e il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo. Tutti i dettagli sono contenuti nel Dossier Coldiretti svelato oggi insieme al valore degli impatti negativi che l’intesa avrebbe sull’agroalimentare italiano. In quest’occasione è stato esposto, per la prima volta, il “pacco” con la volgarizzazione delle specialità nazionali più prestigiose realizzate in Canada che potranno essere commercializzate in maniera legittima se l’Italia voterà a favore. “Il nostro impegno per contrastare il Ceta sarà permanente – conclude Giuriolo – non possiamo permettere che sia ratificato un accordo che può determinare la fine della produzione di grano duro, con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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