30 Giugno 2016
Contro l’embargo russo: 1000 agricoltori polesani sono scesi in piazza a Verona

Diecimila imprenditori agricoli provenienti da tutto il Veneto hanno manifestato questa mattina contro la proroga dell'embargo russo che da quasi due anni danneggia gravemente l'agricoltura italiana. Il Cattolica Center di Verona si è dipinto di giallo accogliendo oltre 1000 agricoltori della provincia di Rovigo, che sono partiti all'alba per unirsi alla manifestazione cui hanno preso parte anche il ministro dell'agricoltura Maurizio Martina, il governatore del Veneto Luca Zaia e l'assessore regionale Giuseppe Pan. A quasi due anni dall’inizio dell’embargo russo è stato presentato il primo bilancio sull’impatto del blocco commerciale sul sistema agroalimentare e sono stati esposti i surrogati del made in Italy che minacciano i nostri prodotti banditi sugli scaffali dei supermercati russi. A farne maggiormente le spese sono le mele, con quasi 40 milioni di chili esportati in meno, i kiwi, che hanno registrato una perdita di quasi 30 milioni di chili, l'uva da tavola, le pesche e le nettarine, che hanno segnato -14,2 milioni di chili. "Dati che ci riguardano da vicino - commenta il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo - poiché il Polesine è un eccellente produttore di frutta, basti pensare al primato delle nostre pere a livello nazionale". Prodotti polesani di qualità apprezzati particolarmente dal mercato russo che ora, dopo l'embargo, nonostante l'apertura verso nuovi mercati come Emirati Arabi e paesi emergenti, registrano perdite nell'export e, di conseguenza, nel consumo. "Dobbiamo lavorare per recuperare i rapporti commerciali con la Russia - aggiunge Giuriolo - perché il danno per i nostri produttori è troppo elevato e non possiamo permetterci di perdere un mercato così determinante per i nostri carne, frutta e formaggi. Dal Polesine partivano settimanalmente autotreni di frutta destinata alla Russia prima dell'embargo". Una maggiore tutela dell'agricoltura veneta è quanto auspicato anche dal governatore Zaia: "I nostri agricoltori non solo producono qualità, fanno prodotti salubri e sicuri, che non ci fanno ammalare, per questo è fondamentale tutelare le imprese agricole". Il ministro Martina ha ribadito l'impegno del governo per risolvere questa preoccupante situazione: "Dobbiamo agevolare le esportazioni, ma soprattutto le imprese che esportano. Per questo stiamo lavorando soprattutto a livello europeo". Dove non arriva il made in Italy arriva il falso prodotto italiano, portato dall'industria russa e da molti Paesi che non sono stati colpiti dall’embargo come la Svizzera, la Bielorussia, l’Argentina o il Brasile, che hanno aumentato le esportazioni dei cibi italiani taroccati. Nei supermercati russi è possibile infatti trovare scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta made in Bielorussia, ma anche salame Milano e Gorgonzola di produzione Svizzera e Parmesan o Reggianito di origine Brasiliana o Argentina. Un danno anche per l’economia russa, che priva i suoi cittadini di alimenti di qualità particolarmente apprezzati, come dimostra il fatto che i turisti russi in Italia sono i più appassionati del cibo made in Italy, che acquistano con una percentuale dell’87%, la più alta tra i diversi paesi, secondo le elaborazioni Coldiretti sullo studio “In viaggio attraverso l’Italia”. “Come spesso accade, la guerra e le sue conseguenze uccidono il commercio ‘buono’ e fanno proliferare quello ‘cattivo’ e c’è il rischio che per l’export agroalimentare made in Italy nel Paese di Putin si possa giungere ad un punto di non ritorno con la perdita definitiva degli spazi commerciali dopo anni di intensa crescita”, ha affermato il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “il rischio è che una volta perso lo spazio sugli scaffali sarà difficile recuperarlo, anche se le tensioni politiche saranno separate e l’embargo eliminato, perché i rapporti commerciali si consolidano ed i consumatori russi potrebbero fare scelte patriottiche e non volere più il made in Italy sulle loro tavole”.

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InnovaSAL-ORTSOIL // SRG01 – Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI

  Codice Intervento SRG01 Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO Obblighi pubblicità SRG01_DGR 1597_2023      

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DGR1 1134 del 01.10.2024

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PSR Rovigo Corsi

 

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Misura PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 "PARCO AGRISOLARE" Progetto finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU

Questa misura prevede il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. OBIETTIVO: Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica solare nel settore agricolo e agroindustriale, escludendo il consumo di suolo.

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