Cinque giorni in Borgogna (Francia), per visitare e studiare le aziende agricole locali. Sono appena tornati i giovani imprenditori under 30 di Coldiretti Rovigo, che insieme ai colleghi di Treviso, Venezia e Padova ed alcuni imprenditori di Campagna amica hanno fatto una full immersion in foie gras d’anatra, tartufi, crème de Cassis, escargot (lumache) in vasetto e gli immancabili fromages (formaggi) nei dintorni di Digione.
“Una viaggio di studio – commenta Paolo Sartori, delegato di Giovani impresa Coldiretti Rovigo, di ritorno dalla Francia – che ci conferma una volta di più che produrre soltanto nel mondo agricolo non è più sufficiente, ma occorre trasformare la materia prima e soprattutto valorizzarla al momento della commercializzazione per dare valore aggiunto e fare reddito”.
In sostanza anche in Francia si sta seguendo di fatto il progetto economico di Coldiretti che punta sul legame prodotto-territorio come il km zero, sulla filiera corta e cortissima come Campagna amica, sulla promozione del consumo locale spinto dalle stesse istituzioni. “A differenza nostra – spiega Sartori – è la regione della Borgogna, come ci ha spiegato la vicedirettrice, che obbliga le mense scolastiche e pubbliche ad acquistare dalle aziende agricole locali, tant’è che ha creato un portale per l’incontro della domanda e dell’offerta. Sono in corso progetti per dirigere l’offerta verso la ristorazione. E’ ancora la Regione che elargisce incentivi di tutti i generi ai giovani perché restino in agricoltura, capendo che da questo dipende la conservazione del territorio e del paesaggio. Da noi accade il contrario – aggiunge il delegato Sartori – non è la regione a difendere e salvaguardare la propria agricoltura, ma sono gli stessi agricoltori con le loro associazioni di categoria a richiamare continuamente un’istituzione che evidentemente ha altre priorità diverse dal settore primario”.
Fra le imprese visitate, la trasformazione è centrale: un allevamento di bovini che vende la carne in pacchetti famiglia e s’è inventata il salame di manzo e suino, un altro allevamento produce latte certificato per trasformarlo in formaggio tipico Compté, poi un gruppo di aziende produttrici riforniscono e gestiscono insieme un ristorante in fattoria, un produttore di lumache da ristorazione completa la gamma con preparati in vasetto, il succo di ribes nero diventa la base dell’aperitivo Cassis e creme e aceti e snack di frutta, l’allevamento di anatre Mulard produce il famoso foie gras (fegato grasso) ed altre prelibatezze.
Il gruppo Coldiretti era formato da una quarantina di persone delle rispettive province col delegato veneto di Giovani impresa Andrea Barbetta e per Rovigo, c’erano una dozzina di under 30 e la titolare de “La lumaca polesana” di San Martino, accompagnati dal delegato Paolo Sartori e dal segretario Romeo Boaretto. Sono rimasti in Borgogna dal 9 al 13 febbraio scorso, visitando otto aziende ed il mercato centrale di Digione, incontrando allevatori di bovini e i rappresentanti della regione Borgogna.
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