“C’è tantissimo potenziale ancora inespresso. Le produzioni a marchio polesane sono come una tela bianca per un pittore: ci sono tantissime strade che si possono percorrere. E’ questo che voglio mettere in luce, piuttosto che le problematiche”.
Con queste parole Claudia Capello, neolaureata rodigina, assegnataria della borsa di studio Sartori per laureati 2014, ha presentato il suo elaborato intitolato “Il valore delle denominazioni: viaggio alla scoperta dell’origine, tra potenzialità e strategia”, a conclusione del periodo formativo svolto gli uffici Coldiretti di Rovigo e di Bruxelles previsto dal bando concorsuale, in cui si è occupata specialmente di studiare i prodotti Insalata di Lusia Igp ed Aglio bianco polesano Dop.
La presentazione è avvenuta stamani (21 ottobre) alla sede Coldiretti, davanti ad un parterre illustre, rappresentato dai vertici di Coldiretti Rovigo, ideatrice della borsa, dalle rappresentanze dei co-finanziatori Bancadria, Cciaa Deltalagunare, Fondazione Banca del Monte, Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, Rovigo banca e della commissione giudicatrice; Francesca e Paolo Sartori, figli del compianto Napoleone Sartori di cui la borsa porta il nome; ma, soprattutto, da tanti produttori del comprensorio di Lusia, capeggiati dal presidente del Consorzio di tutela, Alessandro Braggion, coi quali Claudia Capello ha lavorato fianco a fianco per molti mesi, collaborando alla divulgazione del prodotto Insalata Igp nelle scuole; presente il presidente del consorzio dell’Aglio bianco polesano Dop, Massimo Tovo con cui Claudia Capello ha partecipato ad una trasmissione televisiva di cucina per spiegare gli usi dell’aglio.
Tanti gli spunti di riflessione che la ricercatrice ha dato alla platea: “Una strategia economica è come una ricetta di cucina – ha detto – dipende da tanti fattori, ma deve essere il frutto di un rapporto collaborativo”. “L’ambiente produttivo polesano è veramente ricco – ha continuato – ci sono tante strade non ancora percorse, dalla presenza web, alla comunicazione con l’utente, alla comprensione dei suoi comportamenti d’acquisto, comunicare perché questo prodotto è diverso e speciale. Dobbiamo comunicare il valore aggiunto di un prodotto di eccellenza alle persone che, di fatto, non conoscono come si coltiva e produce neanche il prodotto tradizionale”. “Il marchio racchiude un gruppo di produttori localizzati ed una produzione determinata da fattori geografici, ma soprattutto umani, che fanno la differenza e che rendono il prodotto non riproducibile”. “i produttori normalmente producono e lo sanno fare molto bene: non è facile per loro pensare anche alle strategie economiche, ma – ha concluso Claudia Capello – attraverso il consorzio di tutela possono fare qualcosa in più ed hanno il controllo del prodotto, possono gestirne l’immagine coordinata, scegliere i mercati target, lanciare un’azione sui social e perché non ipotizzare una collaborazione tra prodotti a marchio che, se combinati, non perdono identità, ma si rafforzano tra loro”.
“Pensare ai nostri prodotti in termini di potenzialità economiche inespresse è stimolante e dà nuova forza - ha tirato le somme il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, che ha fatto i ringraziamenti di rito ricordando anche la figura del compianto presidente di Coldiretti Napoleone Sartori cui è intitolata la borsa. – Abbiamo trovato nella dottoressa Capello nuovi stimoli, professionalità, competenza ed ha saputo veramente interpretare al meglio il tema assegnato. Direi che lo scopo della borsa è raggiunto e che abbiamo trovato un’altra eccellenza del nostro territorio, come la dottoressa Capello, alla quale questa borsa ha dato nuove opportunità di conoscenza utili per la sua carriera”. In sintonia il direttore di Coldiretti, Silvio Parizzi che ha sottolineato che Claudia Capello “non è una persona proveniente dal mondo agricolo, ma ha saputo interagire bene”. “Noi rischiamo di parlare sempre col nostro mondo rischiando di farci sfuggire i dettagli delle questioni – ha spiegato – mentre dialogare con una persona esterna è una potenzialità enorme. Dovremmo avere la capacità mentale di confrontarci più spesso con attori non-agricoli”.
Un pensiero da parte di Paolo Sartori: “Sono contento che Claudia Capello abbia riconosciuto come questa borsa sia ben strutturata, in quanto consente sia di conoscere concretamente il mondo produttivo, sia dà l’opportunità di andare direttamente a Bruxelles dove si discutono le regole di questo mondo. Credo che papà sarebbe contento perché il Polesine è stato valorizzato, attraverso questa giovane studiosa che si è avvicinata con passione al nostro settore”.
Elaborato "Il valore delle denominazioni" a cura di Claudia Capello
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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