La guerra del latte degli allevatori prosegue davanti al supermercati. Stamani una folta rappresentativa di Coldiretti Rovigo è partita per presidiare un importante centro commerciale di Mestre dove si è unita a circa 500 allevatori di tutta la regione, sotto l’egida di Coldiretti Veneto
“Siamo di fronte all’Ipercoop di Mestre – riferisce il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo - per proseguire la nostra manifestazione, pacifica ma convinta, contro la volontà dell’industria di affossare gli allevamenti italiani e far sparire dalla circolazione il latte di qualità, a danno dell’economia, dei territori e, soprattutto, dei consumatori, vittime inconsapevoli di questa vergognosa situazione generata dalla mancanza dell’etichettatura d’origine”.
Altri agricoltori, colleghi di tutte le regioni, proseguono il presidio ad Ospedaletto Lodigiano (Lodi) del centro di distribuzione commerciale del colosso francese del latte Lactalis, proprietario di Galbani, Locatelli, Invernizzi e Parmalat, che unilateralmente ha tagliato del 20 per cento il prezzo del latte alla stalla. Il risultato è che gli allevamenti di bovini da latte vengono strozzati dovendo sostenere costi medi di produzione pari a 38-41 centesimi al litro, mentre vengono pagati 34 centesimi.
Gli imprenditori zootecnici di Arav (Associazione regionale degli allevatori veneti) hanno allestito un ranch con capi bovini in via d’estinzione e una postazione per fare il formaggio con l’esperto casaro. Insieme a Coldiretti anche le latterie venete: Soligo, Vicentine e Busche che hanno fornito prodotti tipici e confezioni di latte a kmzero.
“L’incontro con i consumatori al momento di fare la spesa – sottolinea il presidente Giuriolo – ha anche l’obiettivo di dare utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari, per non cadere nell’inganno del falso made in Italy”. Sotto accusa il latte, lo yogurt ed i formaggi spacciati come italiani per la mancanza di una normativa chiara in etichetta, ma anche per l’utilizzo di sottoprodotti, come cagliate e caseine, che mettono a rischio la qualità. “La vita o la morte delle 3.500 stalle venete in cui si mungono più di 10 milioni di quintali all’anno per un valore di 500 milioni di euro e le pesanti ricadute sulle altre filiere agricole, a partire da quelle cerealicole, sono legate a pochi centesimi, stabiliti dai grandi industriali che sottopagano il latte italiano al di sotto dei costi di produzione e che – conclude Giuriolo - sono gli stessi che hanno tentato il colpo di mano per chiedere il via libera all’uso della polvere di latte in formaggi e yogurt made in Italy. Sembra quasi un ricatto straniero contro la decisione del governo italiano di negare la possibilità di produzione di formaggi senza latte fresco, lo scorso 29 settembre, alla scadenza dell’ultimatum della commissione europea.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
Clicca qui per la