“Prendiamo atto (e con la volontà di cambiare rotta) che l’Europa, in fatto di alimenti ed agricoltura, ha portato un appiattimento verso il basso delle normative, per dare spazio a quei paesi che non possono contare su una vera agricoltura e che, perciò puntano su espedienti ed artifici della trasformazione industriale per poter essere presenti sul mercato del cibo”.
Lo dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, raggiunto al Mico di Milano, dove è in corso una maxi convention di Coldiretti su “L’Europa nel piatto degli italiani”. Sono oltre duecento i produttori e allevatori polesani soci e dirigenti di Coldiretti Rovigo, che si sono alzati molto prima dell’alba per raggiungere, con quattro pullman il Milano congressi ed essere presenti alla manifestazione, assieme a 13 mila colleghi di altre regioni.
“Non possiamo abituarci all’idea del formaggio senza latte, del vino senza uva, del cioccolato senza cacao, della carne annacquata, del miele contaminato dal polline Ogm cinese senza alcuna indicazione in etichetta – rincara il direttore di Coldiretti Rovigo, Silvio Parizzi, sempre da Milano. – Sono scelte spesso frutto della pressione delle lobby e dell’ottusità delle burocrazie tecnocratiche”.
Dal palcoscenico, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, il procuratore Giancarlo Caselli, vari governatori regionali fra cui Luca Zaia e, naturalmente, il presidente confederale di Coldiretti Roberto Moncalvo. Sul piatto della discussione, i temi più caldi: il modello di sviluppo proposto da Coldiretti che premia un’agricoltura sostenibile, distintiva, di qualità, legata ai territori, ma anche i problemi legati alla burocrazia, la conservazione dei territori contro la cementificazione, il primato dell’impresa agricola sulla rendita, Pac, nitrati, Ogm, Expo e la difesa del vero Made in Italy, anche a tutela del consumatore, purtroppo spesso svilito dalle scelte europee.
“Dentro l’Expo – ricorda il presidente Giuriolo – dovrebbe essere raccontata solo questa nostra vera agricoltura fatta di vero Made in Italy e le industrie alimentari pulite e trasparenti”.
SCHEDA
L’EUROPA APPARECCHIA LE TAVOLE DEGLI ITALIANI CON TRUCCHI E INGANNI
Il miele con il polline Ogm, senza indicazione in etichetta.
L’Unione Europea ha dato il via libera alla vendita del miele senza alcuna indicazione sulla eventuale presenza di polline Ogm, nonostante il boom delle importazioni da paesi a rischio contaminazione, come la Cina che, nel 2013, ha aumentato del 20 per cento le spedizioni ed è diventata addirittura secondo fornitore dell’Italia: 1,9 milioni di chili rispetto alla produzione nazionale che è di 18 milioni di chili.
Una mozzarella su quattro è senza latte.
Una mozzarella su quattro, in vendita in Italia, è stata ottenuta con semilavorati industriali, chiamati cagliate, che vengono dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta per effetto della normativa europea.
I formaggi dalla polvere.
L’Unione Europea consente che possa essere incorporata anche polvere di caseina e caseinati nei formaggi fusi, al posto del latte.
Il similgrana low cost senza indicazione di provenienza.
Nell’Unione Europea sono in vendita imitazioni low cost, importate dall’estero, del Parmigiano reggiano e del Grana padano, senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia. Le importazioni dei cosiddetti “similgrana” in Italia sono raddoppiate negli ultimi dieci anni con gli arrivi da Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia che hanno raggiunto un quantitativo stimato in 83 milioni di chili.
Il vino allo zucchero.
L’Unione Europea consente ai paesi del nord Europa di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero. Lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un “trucco di cantina” e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall'uva.
La carne annacquata.
L’Unione Europea consente per alcune categorie la possibilità di non indicare l’aggiunta d’acqua fino al 5 per cento. Ma per wurstel e mortadella tale indicazione può essere addirittura elusa, anche se il contenuto di acqua supera tale percentuale, secondo la nuova normativa comunitaria definita con il Reg 1169/2011 dell'Unione.
Il cioccolato senza cacao.
L’Unione Europea ha imposto all’Italia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
Due prosciutti su tre sono stranieri, ma non si vede.
Più di due prosciutti su tre consumati in Italia, sono ottenuti da maiali stranieri, ma il consumatore non lo sa, perché in etichetta non è obbligatorio indicare la provenienza. Una mancanza di trasparenza che sta provocando la scomparsa dell’allevamento italiano dove nel 2013 si sono avuti 615 mila maiali in meno.
Dalla Cina 29 milioni di chili di concentrato di pomodoro, senza etichetta origine.
Nel 2013, in Italia sono stati importate ben 155 milioni di chili di concentrato di pomodoro, pari a circa il 15 per cento della produzione di pomodoro da industria in Italia, di cui quasi 58 milioni di chili dagli Usa e 29 milioni di chili dalla Cina.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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