“E’ proprio per evitare rischi e seri pericoli per la sicurezza alimentare che Coldiretti sta portando avanti il progetto per la valorizzazione e distintività del Made in Italy, non solo del prodotto finito, ma anche della materia prima per altri trasformati, come il mais per i mangimi”. E’ il commento laconico del presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, alla vicenda del mangime per polli alla diossina, prodotto con mais contaminato proveniente dall’Ucraina che ha messo in giusto allarme l’Ulss 18, in quanto rivenduto anche a Lendinara e Borsea.
Nella patria del mais, il Polesine, dove su 110 mila ettari di superficie agricola utilizzabile ben 50 mila sono coltivati a granoturco, sembra un controsenso che arrivino produzioni con mais straniero, per di più contaminato.
“Sono queste le vicende che dimostrano due cose – prosegue Giuriolo. – La prima è che i controlli sanitari polesani funzionano bene e questo ci conforta e ci inorgoglisce, perché ci permettono di bloccare subito il dilagare della contaminazione. A questo proposito invito tutti i consumatori alla calma e ad acquistare carne di pollo con fiducia. La seconda cosa dimostrata da questa vicenda – aggiunge Giuriolo – è la bontà del nostro progetto di Coldiretti, che sta sviluppando filiere dei cereali tutte italiane e completamente gestite dai produttori italiani, con l’aiuto della rete dei consorzi agrari. Un obiettivo indispensabile per differenziare il prodotto e dare, contemporaneamente, più certezze al consumatore e più reddito al produttore”.
“Infine – conclude il presidente – ricordo a tutti che grazie a Coldiretti e solo dopo un altro allarme alimentare, l’influenza aviaria, dal 2005 è obbligatoria l’etichetta di provenienza per la carne di pollo, che può orientare i consumatori. Ma non basta. Una miglior sicurezza ci potrà essere quando avremo l’etichettatura anche delle materie prime che entrano in tutta la filiera del pollo e di ogni prodotto, come chiediamo da tempo. Una proposta giustificata anche dal fatto che l’82 per cento degli allarmi alimentari che si sono verificati in Italia nel 2013, sono stati provocati da prodotti a basso costo provenienti dall’estero, secondo i dati del Sistema di allerta rapido europeo (Rasf)”.
Intervento SRG01 Nome intervento BIOPLASTICA VEGETALE - Bioprocessi per la produzione sostenibile di bioplastica da scarti agricoli
Codice Intervento SRG01
Nome Intervento SRG01 - Sostegno ai gruppi operativi PEI AGRI - Fase di attuazione dei GO
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