17 Luglio 2012
SICCITA’ IN AGRICOLTURA, CHIESTA CALAMITA’ NATURALE

Coldiretti stima danni fino a 300 milioni di euro, fra colture e indotto.
 
 
E’ crisi idrica e siccità sulle fertili campagne del Polesine. Assenza di precipitazioni e temperature sopra la media stagionale stanno mettendo in ginocchio le coltivazioni dell’intera provincia e compromettendo i bilanci aziendali. Coldiretti Rovigo, Confagricoltura e Cia stimano danni per 150-200 milioni di euro diretti sulle colture (cereali, ortofrutta, barbabietole), in particolare sul mais; danni che sono destinati ad arrivare a 250-300 milioni di euro considerando l’indotto (la filiera dell’essicazione, stoccaggio, commercializzazione).
In una sofferta conferenza stampa in Prefettura, stamane le tre organizzazione agricole hanno divulgato l’intenzione congiunta di chiedere lo stato di calamità naturale per siccità. La domanda è già partita alla volta del governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, di Avepa (ente regionale per i pagamenti in agricoltura) e per conoscenza a tutti i rappresentanti polesani al Parlamento, alla Giunta e al Consiglio del Veneto, alla Provincia di Rovigo.
Le colture maggiormente colpite sono il mais e la soia, ma anche la bietola, le ortofrutticole. La siccità sta falcidiando soprattutto i territori del Medio e Basso Polesine, dove la situazione è aggravata anche dalla risalita del cuneo salino.
 
“Non chiediamo contributi a fondo perduto – dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – (siamo abbastanza responsabili per renderci conto che non si sono disponibilità), ma chiediamo agevolazioni fiscali e condizioni agevolate di accesso al credito, visto che ci sono imprese che hanno perso il cento per cento del raccolto e devono far fronte alle anticipazioni colturali per l’annata prossima e pagare i costi della campagna in corso”.
“Chiediamo – aggiunge il direttore di Coldiretti Rovigo Adriano Toffoli – che la Regione Veneto preveda nel prossimo bado di Psr (Piano di sviluppo rurale), quanto le organizzazioni agricole avevano già proposto, cioè la previsioni di interventi specifici sull’irrigazione di soccorso, non solo per trasformare gli impianti irrigui esistenti, ma anche i nuovi, poiché sebbene storicamente il Polesine finora non aveva problemi d’irrigazione, a causa dei cambiamenti climatici ora deve misurarsi anche con la siccità, come se non bastassero le problematiche di bonifica e di risalita del cuneo salino”.
 
 

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Misura PNRR, Missione 2, componente 1, investimento 2.2 "PARCO AGRISOLARE" Progetto finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU

Questa misura prevede il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. OBIETTIVO: Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica solare nel settore agricolo e agroindustriale, escludendo il consumo di suolo.

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