20 Dicembre 2012
COLDIRETTI, GIURIOLO ALLA PRESIDENZA FINO AL 2016

COLDIRETTI, GIURIOLO ALLA PRESIDENZA FINO AL 2016
L’assemblea elettiva vota compatta

ROVIGO (RO) – Con 63 voti su 66 (e 3 schede bianche), l’assemblea provinciale di Coldiretti Rovigo, riunita stamane, ha riconfermato Mauro Giuriolo, imprenditore di Pettorazza, al timone dell’organizzazione agricola fino al 2016. Una nomina plebiscitaria per Giuriolo, che consolida ora la sua leadership, dopo i primi 18 mesi di subentro nel precedente quadriennio.
Altrettanto compatti i voti per il nuovo consiglio direttivo, i cui componenti hanno avuto pressoché lo stesso numero di preferenze: Adriano Tugnolo (zona di Porto Tolle), Antonio Beltrame (Taglio di Po), Nicola Stocco (zona di Adria), Francesco Sasso (Rovigo esterno), Mauro Visentin (Rovigo interno), Giampietro Branco (Lendinara), Simone Moretti (Badia Polesine), Giampaolo Sgarbi (Fiesso Umbertiano), Francesco Peratello (Ficarolo), Giovanni Losi (Castelmassa). Sono poi, membri di diritto, i responsabili provinciali dei tre movimenti: Pia Rovigatti, anch’ella confermata alla guida di Donne impresa, Enrico Zanellati per Giovani impresa e Marino Bianchi per Assopensionati, che andranno alle elezioni di rinnovo entro marzo 2013.

Con l’assemblea elettiva della presidenza provinciale si è concluso il rinnovo cariche in tutte le 55 sezioni e le 10 zone territoriali di Coldiretti Rovigo. I nuovi volti che hanno assunto l’incarico di presidenti di sezione sono 15 su 54; i nuovi presidenti di zona sono 4 su 10. L’età media del consiglio provinciale è scesa a 46 anni d’età dai 48 del precedente mandato, mentre l’età media dell’assemblea si attesta sui 48 anni: nettamente inferiore all’età media della classe dirigente italiana che è di 59 anni.
Nel suo saluto d’insediamento Mauro Giuriolo ha detto: “Sono anni duri, la luce in fondo al tunnel è questo nostro progetto economico. Ci ho messo l’anima e continuerò ad impegnarmi. Facciamolo tutti insieme, lottiamo per dare un futuro alle nostre imprese e al territorio”.
Il progetto economico di Coldiretti, legato al documento “L’Italia che vogliamo” ha occupato gran parte del dibattito dell’assemblea, vivacizzato dalla presenza del direttore di Coldiretti Veneto, Enzo Pagliano. “Noi non delocalizziamo – ha detto Giuriolo – ma valorizziamo qua le nostre aziende ed i nostri prodotti, investiamo in qualità e in filiere corte dove il produttore agricolo guadagni il giusto e non solo il 17 per cento del prezzo finale, come oggi”.
Fra gli altri argomenti, la soddisfazione per aver ottenuto un bando per il Piano di sviluppo rurale interamente dedicato al Polesine, che mette a disposizione 21,9 milioni di euro: “Siamo riusciti a far capire in Regione – ha detto Giuriolo – che il nostro territorio è speciale e come tale va trattato”.
Non ultime le problematiche sulle aflatossine nel mais, su cui Coldiretti chiede il rispetto delle norme e la massima differenziazione nella lavorazione del prodotto; il consumo di suolo agricolo, dovuto soprattutto agli impianti fotovoltaici; la conquista di tempi certi di pagamento coi contratti scritti per la cessione di prodotti agricoli; l’Imu agricola, il cui gettito ha già superato il tetto massimo fissato dal Governo e su cui si dovrà intervenire per abbassare le aliquote per terreni e fabbricati rurali.

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